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DEFAULT DELLE IMPRESE – I CRITERI BANCARI DIVENTANO PIU’ STRINGENTI

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Entro il 31/12/2020 gli intermediari italiani dovranno adeguarsi alla nuova disciplina europea inerente la “nuova definizione di default” per le aziende.

La nuova disciplina, integrata nel regolamento delegato UE 171/2018 e dalle linee guida dell’EBA (European Banking Authority), stabilisce criteri e modalità più restrittive in materia di classificazione a default rispetto a quelli finora adottati, con l’obiettivo di armonizzare gli approcci di applicazione della definizione di default e di individuazione delle condizioni di improbabile adempimento tra le istituzioni finanziarie e le diverse giurisdizioni dei paesi dell’UE.

Di seguito le principali novità da non sottovalutare in quanto anche uno sconfinamento di piccolo importo può comportare per l’azienda la classificazione in “default” con le conseguenze del caso:

Nei casi di rimodulazione dell’affidamento dovuta a difficoltà finanziarie del cliente, qualora si verifichi una perdita superiore all’1% la banca è tenuta a classificare il cliente in stato di default.

Diventa quindi fondamentale il monitoraggio costante della propria situazione finanziaria anche in relazione ai rapporti con gli istituti di credito per non incorrere in problematiche operative bancarie che porterebbero ad un aggravio della posizione in Centrale Rischi.

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